Testo di accompagnamento scritto in occasione della partecipazione al II Congresso internazionale "Cuerpos, materias y otros restos" presso la UAM Università Autonoma di Madrid
di Anna Laura Longo
Nelle giornate del 17, 18 e 19 dicembre 2025 verrà proposto in Spagna un mio progetto misto che porta il titolo Materializaciones poéticas/ El residuo es Forma, nell'ambito della seconda edizione del Congresso Internazionale “Cuerpos, materias y otros restos/ Aproximaciones interdisciplinares”, organizzato dalla UAM Università Autonoma di Madrid (Facultad de Filosofia y Letras) in collaborazione con altre importanti realtà culturali.
"Progetto misto" vuol dire propriamente che il pubblico presente potrà conoscere un insieme di materiali eterogenei, fortemente interconnessi e coerentemente strutturati.
Nel mio caso si tratta di un apposito libro-organismo dotato di derivazioni performative e sonore.
Queste ultime sono frutto di pratiche pianistiche innovative (l'audio è stato infatti prodotto facendo ricorso sperimentalmente a due cordiere diversificate, con l'ausilio di bande sottili di compensato arcuato, fasce elastiche e stralci di fibre per la produzione di suoni inediti). È prevista inoltre la presenza in loco di un testo estetico-teorico riguardante proprio l'evoluzione degli aspetti performativi, sonori, gestuali e visivi che riguardano il mio percorso di ricerca odierna, che valorizza la componente ideativa e punta a collocarsi in una dimensione rigogliosamente contemporanea, legata a un fatto musicale e artistico-visivo innovante, alla ricerca di continue ricognizioni e ampliamenti. Sono stata selezionata per il congresso in qualità di esponente di una multidisciplinarità dai tratti marcati e, inoltre, in qualità di ricercatrice indipendente. Il comitato organizzatore, che ringrazio sentitamente, ha stimato e approvato soprattutto il carattere sperimentale insito nel progetto, portatore di messaggi insondati, che mi stanno particolarmente a cuore.
La costante rivisitazione e la revisione del dispositivo gestuale, artistico e musicale da me ideata si unisce a un'ipotesi strutturale e strutturante, che prevede la creazione di una vera e propria morfologia e drammaturgia dell'azione (poetica, sonora e gestuale in senso esteso), accompagnata a formule atipiche di scrittura, prefigurando pertanto l'innesco di altrettanto nuove forme di temporalità: sono questi i miei principali ambiti di interesse del momento, sul piano speculativo e attuativo.
Pertanto i testi, le attestazioni visive, le registrazioni musicali e anche poetiche effettuate sono deliberatamente messe a punto per una formula che non sia abituale, in termini di proposta e di presentazione.
Su questo tema sto lavorando assiduamente, osservando tutti i possibili esiti che tendono gradatamente a maturare e manifestarsi, in senso metamorfico e coerente. Mi piace da tempo parlare di un'audacia costruttiva per arrivare ad affermare ipotesi che siano frutto di una personalizzazione dei processi e delle idee. È ciò che è stato fatto, del resto, in ogni tempo da ricercatrici e ricercatori, pensatrici e pensatori, inventrici o inventori, sensibilmente interessati all'affermazione di proprie idee per una conquista di una significativa libertà espressiva, concettuale e chiaramente esperienziale.
Partecipano all'iniziativa spagnola di dicembre egregie ed egregi esponenti legati a discipline svariate, tra cui filosofia, antropologia, sociologia, arti.
La gestualità e la fisicità di un pianista-performer, di un autore o autrice e, più in generale, di un rappresentante o esponente di linguaggi artistici, in senso esteso, necessita e merita di essere sottoposta a un criterio di riformulazione, sulla base di ipotesi fortemente necessitanti, che possano mirare a un accertamento formale e stilistico peculiare, avente una natura anche prioritariamente assertiva, che sia frutto di scoperte e soprattutto suscettibile di ulteriori modifiche.
Ogni esponente dell'arte sonora e/o visiva è tenuto del resto a delineare una propria ipotesi ri-configurativa riguardante eventualmente anche l'impianto gestuale oppure il rapporto con la corporeità e con lo strumento stesso, con lo spazio e fondamentalmente con il medium a disposizione, per l'approfondimento di un nuovo codice conoscitivo e per l'affermarsi di nuove norme, pur sempre provvisorie. Queste tematiche emergeranno nel Congresso suddetto.
Sulla base di tali presupposti proseguirò quindi a lavorare in direzione di un'estetica dell’azione performativa, in modo tale che sia rinnovata e rinnovante e che, in quanto tale, si addica alle esigenze del momento, insistendo su una progettualità di tipo stratificato. Il tutto potrà inserirsi nei flussi di quella che io definisco un’iper-quotidianità o iper- contemporaneità incalzante, in modo che le idee a lungo maturate e le scelte estetiche compiute possano essere trasmesse e valorizzate proprio per la loro specificità, sperabilmente riconoscibile e soprattutto identificabile come cifra personale. Questi lavori di ricerca che elaboro a tutt'oggi stabiliscono dei progressi importanti nel mio itinerario, che punta ad essere per l'appunto ampliato e arioso. Il testo che presento a Madrid è disponibile in lingua spagnola.
Entrare in un congresso con una personale ipotesi di ricerca vuol dire in definitiva far parte di un dibattito internazionale che renda possibile il prender posizione in modo esplicito e definito, portando alla ribalta scelte apposite, giustamente nette e vistose, che possano essere oggetto di un'attenzione collettiva. Anche la relazione con il pubblico secondo la mia concezione richiede di essere oggi agilmente riformulata, rispetto alla fruizione e all'assorbimento dei materiali e inoltre rispetto al concetto ampio di ascolto.
Nella mia visione la fruizione punta quindi e necessariamente ad essere "altra" o di tipo altro, per provvedere a una propositiva elaborazione e costruzione di nuovi immaginari.

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